NORMATIVE DI LEGGE PER GLI OPERATORI OLISTICI

LA NORMATIVA

L’attività del Massaggiatore del Benessere rientra nell’ambito d’applicazione della Legge n. 4/2013 inerente le professioni non riconosciute (cioè quelle prive di un albo nazionale di categoria), approvata in data 14 gennaio 2013 da Camera e Senato e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013.

 

Grazie a questa legge il massaggiatore del benessere lavora in totale legalità, specificando al consumatore che lui è un professionista del benessere e non un terapista o un estetista. Così il consumatore sa quale servizio sta per ricevere e può scegliere in totale autonomia e trasparenza. La legge 04/2013 permette anche alle associazioni di categoria, di dare maggiore trasparenza al mercato, fornendo elenchi dei propri massaggiatori iscritti, così che i consumatori possano in qualche modo visionarli e valutarli.

 

E’ possibile esercitare legalmente la professione di Massaggiatore del Benessere, sia in forma autonoma che non. Come più volte accennato, è fondamentale che l’attività non rientri nell’ambito sanitario o sconfini in quello fisioterapico, estetico o in settori riservati per legge ad altre professioni riconosciute. Si può lavorare sia con Partita IVA che senza.

 

L’operatore di massaggi di benessere è quindi colui che va ad effettuare tecniche olistiche (come lo shiatsu per esempio) e massaggi di esclusivo benessere (come il massaggio svedese per esempio), con il solo scopo di preservare il benessere della persona. Non si va a curare stati patologici, non si va a migliorare la qualità della pelle, non si va a svolgere diagnosi, ma si va esclusivamente a lavorare su un corpo sano, portando relax, preservando il benessere e facendo stare la persona bene con se stessa dal punto di vista fisico e mentale.

Il massaggio decontratturante per esempio, come tanti altri tipi di massaggio, può definirsi terapeutico in quanto va a trattare le tensioni e contratture muscolari ed è lo stesso praticato dai fisioterapisti e massaggiatori MCB, ma è comunque utilizzabile anche dal normale Massaggiatore  a patto che

quest'ultimo abbia l'accortezza di non descriverlo come curativo o terapeutico.

Stabilito questo è possibile dire quindi che il Massaggiatore potrà andare a 'trattare' con tranquillità tutte quelle persone che decideranno di affidarsi alla sua figura per risolvere tutti quei problemi legati a stati generali di malessere, stati di grande stress e tensioni, stati di affaticamento, oltre logicamente a quelle persone che richiedono i suoi trattamenti solamente per  puro piacere.

 

In Europa è possibile lavorare in tutti gli Stati in cui non è presente una normativa specifica relativa alla professione del Massaggiatore del Benessere. Nelle altre nazioni è consigliabile verificare gli esatti requisiti richiesti.

 

Il settore del Benessere è sempre alla ricerca di professionisti qualificati e in grado di rispondere alle richieste del mercato.

 

La Legge consente di lavorare sia con Partita IVA che senza. Vediamo nel dettaglio quali sono i due ambiti di applicazione

 

LAVORARE SENZA PARTITA IVA


Lavorare senza partita iva come massaggiatore autonomo occasionale:

Ovvero lavorare presso strutture esistenti dove si svolge il servizio, il cliente paga la struttura e il massaggiatore occasionale avrà un rapporto fiscale diretto con la struttura stessa: viene pagato dal committente (titolare di partita iva, trattasi di società, ditta individuale, associazione etc.) e lui stesso rilascerà la ricevuta. Esistono dei limiti temporali ed economici su questa tipologia di lavoro.


Lavorare senza partita iva con i nuovi voucher INPS (lavoro occasionale accessorio):

Sono stati tolti nel 2017 e reinseriti nel 2023, però riguardano solo alcune categorie compresi  gli operatori olistici, poiché i voucher si utilizzano nel campo della cura della persona. Siamo in attesa di conoscere gli sviluppi sulla normativa, premettendo che è una forma di lavoro poco utilizzata nel mondo dei servizi di benessere alla persona.

 

Lavorare senza partita iva emettendo ricevute generiche occasionali da privato a privato:

Una prassi che ad oggi è molto discussa e che non è ben regolamentata. Questa tipologia di lavoro ha molti vantaggi , ma anche molti limiti ed è ancora oggi sotto studio e sotto stretta osservazione per capire come si evolverà la situazione. Molti esperti sostengono che è possibile lavorare in maniera occasionale con questa modalità, purché sia davvero sporadica.

 

Lavorare senza partita iva con le offerte libere:

In questo caso si lavora senza pattuire un prezzo per la prestazione e senza redigere un vero e proprio listino prezzi. E’ il cliente che decide quanto donare per la prestazione ricevuta, senza limite minimo/massimo. E’ la classica tipologia utilizzata da coloro che si promuovono per fare pratica, presso stand fieristici, ed è la formula più utilizzata dalle associazioni.


Prestazione Gratuita

Indicata per fare pratica, senza percepire denaro e compensi.


Aprire un’associazione senza scopo di lucro

Si lavora insieme ad altre persone (minimo 3) aprendo un’associazione senza scopo di lucro, cioè senza perseguire l’utile, il guadagno, ma solamente per divulgare l’ideale del massaggio olistico, facendo così pratica e vendendo rimborsati. Ci teniamo a precisare che una associazione può avere anche partita iva se svolge determinate tipologie di attività, ma in via primaria nasce come forma giuridica che non svolge attività commerciale.


Lavorare come massaggiatore subordinato (dipendente)

Si lavora come dipendenti veri e propri di strutture esistenti, e questa tipologia di lavoro rientra nel primo contratto nazionale di lavoro per gli operatori di massaggi olistici, che è stato creato grazie a varie realtà associative del settore.

 

LAVORARE CON PARTITA IVA

 

Massaggiatore olistico freelance con p.iva, presso strutture esistenti

Si apre partita iva e si va a lavorare fisicamente presso strutture esistenti, senza aprire il proprio studio e senza pagare affitti di stanze. Di solito si pattuisce una percentuale con la struttura e si decide chi deve fatturare ai clienti (struttura o massaggiatore freelance)


Aprire uno studio privato di massaggi olistici presso un apposito locale ufficio/studio privato

Aprire uno studio che riceve su appuntamento, in apposito locale con destinazione d’uso A10, e lavorare da libero professionista senza albo.

 

Aprire uno studio privato di massaggi olistici presso un’abitazione

Aprire uno studio che riceve su appuntamento, presso un’abitazione, senza cambiare la destinazione d’uso principale (uso abitativo), e lavorare da libero professionista senza albo. Esistono varie situazioni differenti che si affrontano e che dipendono da tanti aspetti: affitto o meno, locale di proprietà o meno, regole condominiali o meno, disposizioni differenti da comune a comune etc.


Centro massaggi olistici aperto al pubblico

E’ la tipologia più difficile da attuare e riguarda l’apertura di un centro che si trova su strada, aperto al pubblico, che si iscrive per forza in C.C.I.A.A. nella sezione artigiani, come se fosse un centro estetico. Spesso vengono richiesti requisiti come se si trattasse di un centro estetico, questo perché la sezione artigiani prevede il rispetto di determinate regole, a seconda della ragione sociale che si sceglie per aprire questa tipologia di attività (srl, snc, sas, ditta individuale, etc.)


Massaggiatore olistico a domicilio con p.iva

Semplicemente si lavora con p.iva recandosi al domicilio dei clienti. Può coesistere tranquillamente con le altre tipologie mostrate
Lavorare a scopo di lucro insieme ad altri operatori (studio associato/società) Si tratta di aprire una società di persone o di capitali oppure uno studio associato, quindi una realtà che prevede più operatori lavorare insieme con una unica p.iva o comunque con un’unica ragione sociale comune. Questa tipologia di lavoro, a differenza dell’associazione, persegue il lucro, quindi il guadagno.

 

ASPETTI FISCALI

 

Per quanto concerne il lavoro da professionista con i massaggi, solitamente si può percorrere la strada del libero professionismo, cioè lavorare da professionisti senza un team e senza dipendenti, oppure diventare imprenditori del settore olistico e aprire uno o più centri dove si assume personale.


Fermo restando che ci vorrebbero altre centinaia e centinaia di pagine, riassumiamo i concetti, parlando dei codici ateco che ad oggi meglio identificano l’attività di trattamenti olistici manuali e massaggi di solo benessere. Sono questi:

96.09.09 – Altre attività di servizi alla persona non classificabili altrove
Questo codice si utilizza quando si apre la partita iva per uno studio olistico a casa o presso locale A10 (o comunque commerciale dove permesso), e attività senza sede fissa, come recarsi a domicilio o presso strutture esistenti.


96.04.10 – Servizi per i centri del benessere fisico, esclusi gli stabilimenti termali.
Questo codice si utilizza esclusivamente se si vuole aprire un centro olistico al pubblico, quindi una vera e propria attività su strada, come sono i negozi, e segue per forza l’scrizione in camera di commercio con tutte le conseguenze del caso (mancata iscrizione nella sezione commercianti, per optare per quella artigiani e che richiede spesso e volentieri una qualifica).


L’attività da libero professionista prevede sempre l’iscrizione alla gestione separata INPS e non alla gestione commercianti/artigiani come spesso erroneamente viene creduto (poiché chi non è esperto di questo settore, tende subito a confondere gli operatori olistici del benessere naturale con la figura dell’estetista).


L’attività imprenditoriale, compreso centro olistico su strada aperto al pubblico, invece, prevedono l’iscrizione alla sezione commercianti / artigiani, e quindi col minimale obbligatorio da versare annualmente, in base al fatturato.


Queste sono le basi fiscali, giusto per farti capire i giusti codici di apertura partita iva e seguente iscrizione alla giusta cassa previdenziale a norma di legge.

 

COME LAVORARE COME OPERATORE OLISTICO SENZA LA PARTITA IVA E QUALI SONO LE REGOLE

 

ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SCRITTO DA UN'ESPERTA FISCALE

In questo articolo vedremo quando è possibile lavorare come operatore olistico senza la Partita IVA e quali sono le regole.

Alcune persone preferiscono testare la propria idea di attività prima di iniziare il percorso con la Partita IVA. Se questo è il tuo caso, è importante che tu conosca tutte le regole da rispettare per evitare spiacevoli sanzioni.

Il commercialista è l’esperto giusto che può aiutarti a compiere tutte le scelte giuste e se vuoi, puoi ricevere una consulenza fiscale gratuita e senza impegno con un esperto compilando il form in fondo alla pagina.

Puoi lavorare come operatore olistico senza la Partita IVA ma solo se rispetti alcune regole

La tua attività deve essere occasionale e non professionale, che significa che puoi svolgere la tua attività una volta ogni tanto e solo se non è il tuo lavoro principale. Se inizi a lavorare con una certa frequenza e costanza nel tempo, ad esempio se segui con regolarità gli stessi clienti ogni mese, devi aprire la Partita IVA.

Secondo lo stesso principio, non puoi fare pubblicità alla tua attività di operatore olistico se non hai la Partita IVA. Attività di promozione, gratuitamente o a pagamento sia sui social che con mezzi tradizionali come i volantini, sono un’indicazione che svolgi la tua attività con una certa regolarità e non una volta ogni tanto.

Se rispetti questi requisiti, puoi lavorare come operatore olistico usando la prestazione occasionale

È una tipologia di lavoro autonomo che puoi svolgere senza Partita IVA. Dovrai emettere una ricevuta quando i tuoi clienti ti pagano e poi dichiarare i tuoi guadagni nella dichiarazione dei redditi.

Dovrai applicare ai tuoi guadagni una ritenuta d’acconto del 20%, ovvero un anticipo sulle tasse, e poi pagare l’IRPEF, ovvero la stessa tassa che pagano dipendenti e pensionati, con percentuali che vanno dal 23% al 43%.

Se scegli di aprire subito la Partita IVA, potresti risparmiare

Se accedi al regime forfettario, le tasse che paghi sono solo il 5% per i primi 5 anni e il 15% dal sesto anno in poi, invece delle percentuali più alte dell’IRPEF.

Grazie alla Partita IVA, puoi anche strutturare la tua attività in modo professionale, ad esempio prendendo in affitto una cabina in uno studio di massaggi per accogliere i tuoi clienti in un ambiente dedicato. Potrai anche farti pubblicità per trovare nuovi clienti e aumentare i tuoi guadagni.

Possiamo aiutarti a capire se la Partita IVA possa essere più conveniente per te e se puoi pagare solo il 5% di tasse.

 

CONCLUSIONI

 

In generale, per svolgere l'attività di operatore olistico in modo continuativo, è necessaria l'apertura della Partita IVA. Tuttavia, è possibile operare occasionalmente attraverso la prestazione occasionale, purché non superi i limiti temporali e di guadagno previsti dalla normativa (generalmente non si possono superare i 5.000,00 euro annui per singolo committente, né lavorare per più di 30 giorni nello stesso anno solare). La prestazione occasionale non permette di pubblicizzare l'attività e il committente applicherà una ritenuta d'acconto del 20% sui compensi. Il totale dei compensi riconosciuti occasionali non devono superare i € 5.000,00 per chi lavora in più strutture e € 2.000,00 nella stessa struttura.

Quando è obbligatoria la Partita IVA

  • L'attività viene svolta con abitualità, continuità e organizzazione. 

  • Per emettere fatture, rilasciare ricevute e operare legalmente in modo professionale. 

 

  • Per poter collaborare con strutture come centri benessere, spa, palestre, ecc. 

 

Modalità occasionale (senza Partita IVA)

 

  • Limiti

    non si possono superare i limiti di tempo e di compenso stabiliti dalla legge. 

  • Ritenuta d'acconto

    il committente è obbligato a trattenere e versare una ritenuta d'acconto del 20% e a rilasciare una certificazione unica dei compensi. 

  • Pubblicità

    non è possibile pubblicizzare l'attività svolta con prestazione occasionale. 

 

In sintesi

 

Se l'attività di operatore olistico non è continuativa e rispettando i limiti di legge, si può lavorare con la prestazione occasionale. Per un'attività stabile e professionale, invece, l'apertura della Partita IVA è obbligatoria.